Succede anche questo! nell’Italia del DIRITTO (e dei presunti diritti dei consumatori): la grande Telecom, il non plus ultra della telefonia fissa nazionale sembra fare di tutto per far incavolare la propria clientela.
Succede che un certo giorno decido che economicamente, come consumatore e come utente del servizio di telefonia fissa, mi conviene approfittare delle offerte Infostrada e, pertanto, mi reco presso un rivenditotre Wind-Infostrada e svolgo tutte le pratiche contrattuali. Infostrada, con una efficienza che mi ha francamente stupito, in nove giorni (dico NOVE giorni) mi fornisce il servizio sulla propria rete.
Verificato la regolarità e qualità del nuovo servizio, mi dico: – Finalmente ho chiuso con Telecom! Pagate le fatturazioni in corso (delle quali NON ho motivo di preoccuparmi perché ho , da bravo cittadino, richiesto da sempre la domiciliazione bancaria) con Telecom e con quei maleducati del 187 non voglio MAI più avere niente a che fare!
INVECE MI SBAGLIAVO. Quei furboni della Telecom hanno chiesto e ottenuto dalla mia Banca la revoca della domiciliazione. Hanno fatto tutto tra loro senza degnarsi di avvisarmi nemmeno con una semplice telefonata!
RISULTATO: Sono venuto a conoscenza del mancato pagamento esaminando l’estratto conto e la fattura era già scaduta da venti giorni. Ho chiesto formale chiarimento alla mia Banca e sono passati altri quindici giorni. La Telecom mi ha inviato una letteraccia di richiesta di pagamento urgente del dovuto. Sono diventato, mio malgrado, un cliente inaffidabile per mancato pagamento del corrispettivo dovuto per un servizio fornitomi.
Vi prego di credermi, se potete, sulla parola! ’Sto casino l’hanno combinato tutto loro! quei burocrati dei funzionari (si fa per dire) che lavorano per la Telecom e che, almeno io, ho sempre avuto l’impressione che lavorino più per affossare l’Azienda che per svilupparla e renderla gradita alla propria clientela.
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In un Paese veramente civile e rispettoso dei diritti dei propri Cittadini dovrebbe essere vietato emettere scontrini fiscali che non garantiscono la loro leggibilità nel tempo. Lo scontrino fiscale che per la quasi totalità dei prodotti acquistati è l’unico documento ufficiale che attesta il regolare acquisto ed avvia il conseguente decorso della garanzia sul prodotto acquistato non deve essere scritto su un supporto (carta) e con un tipo d’inchiostro che si rende evanescente nell’arco di un paio di mesi. Se la garanzia sui prodotti è stata portata giustamente a due anni anche lo scontrino deve risultare leggibile dopo due anni perché diversamente è solamente una presa in giro; una offesa alla intelligenza del Consumatore.
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28 settembre 2009 di Giulio
In una società civile e rispettosa dei diritti della gente i Call center non sarebbero mai stati autorizzati ad operare. I Partiti politici, i rappresentanti del Popolo seduti sulle comode poltrone della Camera e del Senato, le Associazioni dei consumatori, gli Operatori dell’informazione avrebbero dovuto fare tale e tanta opposizione a questo sopruso legalizzato che mai e poi mai sarebbe potuta andare in porto una tale sopraffazione nei confronti della gente comune. La cosa vergognosa è che viene fatta passare come una grande innovazione a favore dei cittadini che, a loro dire, non dovrebbero spostarsi dalle loro abitazioni per risolvere le loro pratiche burocratiche.
Il fatto è che questi call center portano benefici solamente a chi li attiva, grandi aziende e enti pubblici, per far funzionare le loro strutture evitando di aprire uffici per gestire i loro rapporti istituzionali con la clientela e permettendo loro di non assumere il relativo personale. Per l’utente consumatore solamente disagi: chiamate ripetute per mettersi in contatto telefonico; attese e impazzimento per districarsi tra i percorsi di ricerca delle varie opzioni; nessuna certezza che l’operatore sia disponibile a recepire e risolvere il tuo problema; nessuna documentazione che attesti l’ora e il giorno della tua chiamata e il contenuto della tua richiesta. A vantaggio della clientela niente di niente, solo un ipotetico risparmio di tempo. Per gli operatori dei call center solo soggezione e sfruttamento lavorativo che, quasi sempre, si riversa sull’utente finale con comportamenti maleducati e disservizi.
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28 settembre 2009 di Giulio
Essendo titolare di due linee telefoniche Telecom e volendo cautelarmi, relativamente alle telefate a sovraprezzo, contatto il mitico 187 (molto pubblicizzato ma efficiente solamente quando il vantaggio è tutto a favore di Telecom) e chiedo di BLOCCARE PERMANENTEMENTE le telefonate verso tali numerazioni. Mi dicono: Non è possibile deve inviare una richiesta tramite FAX all’803308187.
Pazientemente invio fax e in aggiunta lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (con questi burocrati legalisti non si sa mai!) e inoltro la mia umile richiesta per la disattivazione permanente delle chiamate a sovraprezzo.
Il risultato ottenuto è stato quello di ritrovarmi entrambe le linee abilitate tramite “accesso selettivo di chiamata” il contrario esatto di quello che avevo richiesto e inoltre, spudoratamente e falsamente, mi hanno inviato una comunicazione con tanto di numero di protocollo nella quale si dice che “a seguito di sua richiesta, abbiamo provveduto …”. Falso ideologico puro e semplice.
Ho dovuto inviare un’altra raccomandata per contestare il contenuto della loro missiva e ribadire la mia richiesta e ora sono in attesa degli sviluppi del caso alla faccia di tutte le normative emesse dall’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni a favore degli utenti del serizio telefonico.
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